Antonio Mingozzi

mingozzi antonio 2m assicurazioni“Sport della vela e vita in Azienda”.

Mentre mi accingo a scrivere il curricula mi viene il dubbio che, vista la mia età, qualcuno lo possa confondere con le “mie memorie” e quindi, per evitare una situazione alquanto imbarazzante, dopo avere brevemente tracciato i punti che mi identificano penso di spostare l’attenzione sul parallelo dominante che mi ha ispirato nella parte più importante della mia vita professionale: “sport della vela e vita in Azienda”.

Ciò premesso e certo che “chiacchiere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non le prende in pegno” come dice il vecchio adagio, vado al dunque.

Sono Ferrarese e dopo le superiori sono passato alla Facoltà di Giurisprudenza, mai conclusa per merito della mia intraprendenza e spirito di autonomia economica.

Dopo alcune esperienze lavorative non degne di nota, ho iniziato a frequentare l’ambiente delle Assicurazioni, passando da una prima breve esperienza in Agenzia che risale agli anni “70, per approdare in seguito ad un incarico direzionale come Area Manager per un importante Gruppo Assicurativo.

Dopo otto anni, sentendomi poco produttivo e male utilizzato in tale ruolo, ho deciso di ritornare al mondo agenziale rappresentando una primaria Società internazionale con la quale opero tuttora.

Fin dall’inizio ho maturato la convinzione che il mio ruolo in questa nuova mission dovesse essere quella di consigliere/consulente, che grazie alle conoscenze tecniche, mettesse in grado i clienti di fare scelte corrette e consapevoli, attivando un processo di fidelizzazione degli stessi, differenziandomi dal classico venditore di polizze.

Per realizzare tale obiettivo ho pensato di coinvolgere giovani menti brillanti che coordinate come un equipaggio avrebbero trovato una loro collocazione nel Team.

Perché la barca a vela?

Sono sempre stato convinto e lo sono ancora, che siano tante le analogie tra vela e Azienda, a tal punto da considerare la vela uno strumento efficace di teambuilding:
– equipaggio come team aziendale;
– skipper come team leader;
– rotta come strategia aziendale;
– destinazione come obiettivo;
– mare aperto come Mercato, con relativi rischi e decisioni da prendere in fretta;
– intensità e direzione del vento, come opportunità o rischio.

Sono solo alcune delle metafore che ho utilizzato per far vivere a tutti un’esperienza illuminante.

In più la regata vista come competizione del Mercato mi ha consentito e mi consente di trovare altri elementi interessanti su cui lavorare:
– l’affiatamento del gruppo;
– l’impegno di tutti, rinunciando ai personalismi per il bene comune;
– l’importanza dell’organizzazione;
– la competenza tecnica;
– l’autocontrollo sotto stress;
– il piacere di fare parte di una squadra che ha progetti/obiettivi;
– l’entusiasmo per la vittoria;
– la capacità di imparare dalla sconfitta.

Questi concetti valgono per la vela come per la navigazione dell’Azienda e mi hanno aiutato anche negli ultimi anni di felice condivisione con il Collega Nicolò Malagoli, che ha portato una ventata di entusiasmo e nuove competenze, a costruire il nostro attuale equipaggio.

Infine perché la barca a vela?

Negli anni ho fatto tanti sport, quasi tutti abbandonati per esaurimento di stimoli.

Oggi posso dire consapevolmente che la vela è stato ed è tuttora l’unico sport che mi ha dato motivazioni importanti sia a livello di soddisfazione personale che di ispirazione nella professione.

Ecco perché la barca a vela!