È uno strumento per Ricchi?

È una provocazione? Forse!

Sta di fatto che il Fondo Pensione prevede due caratteristiche dell’aderente risparmiatore:

  1.  che l’aderente abbia capacità di risparmio di cifre annue superiori a € 600 da dedicare a una forma di accantonamento con poco margine di riscatto nei primi 8 anni;
  2. che l’aderente abbia una tassazione elevata da voler usare il fondo pensione come uno delle tante soluzioni di accantonamento.

Pertanto il Fondo Pensione, che dovrebbe aiutare i più giovani a costruire qualcosa per la vecchiaia, si rivela il miglior amico del lavoratore maturo che deve fare i conti con un socio sempre più avido: lo Stato.

I detentori di una tassazione IRPEF del 38% – 41% – 43% trovano nel Fondo Pensione un alleato per risparmiare ed evitare la salasso-terapia fiscale, deducendo fino a € 5.164 ogni anno!

In altre parole, chi paga le tasse al 41% per ogni 1.000 € che versa in un fondo entro il 31.12.2017 ne risparmia di tasse 410 €uro a luglio 2018.

Cosa significa?

Che mentre il lavoratore giovane con bassa tassazione deve continuare a correre nella ruota del criceto per guadagnare di più e risparmiare qualcosa, il lavoratore maturo con attività remunerativa può aderire al Fondo Pensione, risparmiare per se stesso e sottrarre legalmente denaro alla morsa del fisco, e magari regalare tutele per i figli (esempio polizze puro rischio di infortunio e malattia) con il risparmio fiscale.

Allora sì, in questo senso, il fondo pensione è una cosa “per ricchi”.

[ti consigliamo però di scoprire con noi quanto sia “per ricchi” e di contattarci prima del 31 dicembre 2017]